[17-11-2015]

LA TESTIMONIANZA DEL GIOVANE SANTAGATESE CHE SI TROVAVA NEL CENTRO DI PARIGI AL MOMENTO DEGLI ATTACCHI TERRORISTICI


12227613_10208290712933875_5498826299821994695_n DA “IL SANNIO QUOTIDIANO”

“Non dimenticherò la disperazione negli occhi delle persone”

Così Evangelista Campagnuolo, imbarcatosi nella notte tra Venerdi e Sabato alla volta dell’Italia. Nella capitale francese è restata la fidanzata Stella Di prima mattina è già alle prese con cassette di frutta e verdura. Solita Domenica di lavoro per Evangelista Campagnuolo che, anche nel festivo settimanale, non si esime dalla levataccia per dare aiuto a mamma e papà impegnati nel mercato ortofrutticolo santagatese. Eppure, solo poche ore prima – 36 esattamente – Evangelista, coordinatore giovanile della sezione beneventana di Forza Italia, era nel bel mezzo dell’inferno di Parigi. Nella città capofila della Francia il giovane santagatese si era recato per motivi di ‘cuore’: li, infatti, lavora la sua ‘dolce metà’ – al secolo Stella. Santagatese come lui, la ragazza è impiegata nel ‘Village’ adiacente Disneyland: una dei tanti (troppi) giovani che ha dovuto prender la valigia per cercare prospettive oltreconfine. Ma questa è altra storia. Quanto ad Evangelista, il berlusconiano porta ancora negli occhi un pizzico di disorientamento e la stanchezza per una notte insonne – quella tra Venerdi e Sabato – trascorsa bivaccando in aeroporto in attesa di prendere il volo di ritorno. E la consapevolezza – oltre che di averla scampata bella – di essere stato nel bel mezzo di una delle pagine più nere della recente storia europea.

Evangelista, dove ti trovavi la sera dei plurimi attentati?

Stavo passeggiando nel centro di Parigi, precisamente tra la zona Les Halles e Chatelet. Si tratta di aree interessate dagli attacchi terroristici: ero in giro da solo in quanto dovevo far passare un po’ di tempo dal momento che in serata mi sarei dovuto recare all’aereoporto di Orly per imbarcarmi in direzione Italia.

Cosa hai provato?

La mia risposta potrebbe avere contenuti apparentemente banali. Ma vi posso assicurare che in quei momenti si prova paura, tantissima paura! Stati d’animo cui si somma un unico, solo pensiero: salvarsi

Qual’era la reazione della gente?

Le persone correvano in tutte le direzioni urlando “Isis attaque”. Regnavano la confusione e la concitazione pressochè totali: non si sapeva chi erano gli attentatori, dove avessero agito, se fosse tutto finito. Non dimenticherò la disperazione nei volti delle persone che incrociavo. Forse c’era la paura di rivivere un altro 11 Settembre. E, forse. cosi è stato.

Cosa hai fatto subito dopo?

Mi sono recato all’aereoporto di Orly, dov siamo rimasti blindati fino alla partenza. Dall’interno si sentivano solo sirene ed elicotteri. Non ho chiuso occhio: aspettavo e pregavo Dio che si facessero subito le 6 per poi iniziare l’imbarco per il ritorno in Italia; inoltre pensavo che la mia ragazza fosse ancora li nel parco di Disneyland senza che io avessi notizie concrete circa cosa stesse succedendo la fuori.

Oggi che aria si respira ?

Sentendo la mia ragazza, mi ha riferito che restano il panico e la piena allerta. C’è ancora tantissima polizia in strada

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